Storie di vita

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Storia di come può nascere una canzone che ha più di un cuore e di due soli occhi.

Oggi c’è stata riunione online degli artisti del sito. Si doveva vedere come ognuno può pubblicare i propri articoli e s’è finito a parlare di tante altre cose, per due ore.

Tra queste di una bellissima idea di Boba, quella di raccontare la storia che è sempre stata scritta dagli uomini, vista invece attraverso il cuore e gli occhi dalle donne che, non solo l’hanno vissuta accanto ai loro compagni, ma li hanno anche aiutati e sostenuti.

Io comunque resto dell’idea che se la storia l’avessero fatta e scritta le donne, salvo le dovute e naturali eccezioni, il mondo sarebbe di gran lunga migliore. Vabbé.

Poi è stato molto bello scoprire che anche Elisa e Tatiana stavano già seguendo un percorso simile e vedere come questa concomitanza le abbia portate alla proposta di collaborare insieme a un progetto comune.

Io zitto zitto, a parte esserne dichiaratamente entusiasta e pienamente consapevole del valore e dell’importanza di questa proposta.

Zitto zitto, perché, nonostante tutti questi miei anni, non mi sento ancora abbastanza donna per poter intervenire sull’argomento.

Però devo dire che una grande svolta per la mia vita è stata quando ho avuto la fortuna e l’occasione di accorgermi che potevo provare a guardare il mondo con altri occhi, quelli di ognuno, di ogni creatura, a cominciare da quelli delle donne con cui vivo, sono cresciuto e ho vissuto, di quelli delle donne che incontro ogni giorno.

L’occasione venne da una bellissima amicizia con un’altra Elisa, allora insegnante di canto nella mia stessa scuola. Con lei mi trovai a parlare per ore e a scoprire di come la donna sia in contatto con la natura più dell’uomo, di come questo legame la renda così diversa da noi maschietti e impossibile da capire solo con la mente, così profonda e nello stesso tempo aerea, onda emotiva che lei non può non assecondare, forza creativa che alza attorno a noi le maree della vita. E quando riesci a intuire tutto questo ti rendi conto che, di quello che ora finalmente riesci a vedere, lei è e sarà sempre di più.

Da tutto questo non poteva non nascere una delle canzoni a cui sono più legato, “Di più”.

Ma non potevo fare da solo, sempre maschietto ero rimasto.

Elisa s’era trasferita lontano, in un’altra città e in altri cuori, così chiesi aiuto a Klo, una cara amica che scriveva poesie, per una sua supervisione, ma anche per aiutarmi a scrivere lo special, quella parte che arriva verso la fine, dopo che hai esaurito le strofe e i ritornelli e la canzone potrebbe terminare, ma senti che manca ancora qualcosa.

Be’, io avevo provato di tutto, settimane di idee, aggiustamenti, ripensamenti, niente che mi convincesse.

Ricordo che eravamo in chat sul sito di scrittura dove ci eravamo incontrati, lei di Milano e io di Portogruaro, quando le chiesi di pensarci con calma e scrivere qualcosa, se le veniva. Lei disse “Pensarci? Te lo scrivo qua, adesso.” Io credevo scherzasse.

Sono il cerchio che adesso racchiude il mondo
la curva che fa così dolce il tramonto
la nera terra in un palmo di mano
il profumo che sparge un ricordo lontano

Ecco, questo è un raro caso in cui non si può dire “sono rimasto senza parole” perché ora le avevo tutte.

Un grande regalo che ho ricevuto, un mio piccolo dono a tutte le donne del mondo, se mai volessero cantarla.


A volte piovo in gocce
e non so dirti come
volo di farfalle
non chiedo una ragione
luce nei miei occhi
e brivido improvviso
i graffi sulla pelle
che lasciano sul viso

e cieli che descriverli
ho lente le parole
qui non è mai pace
tra pioggia vento e sole
e mentre tutto cambia
tra le nuvole del mare
attimo di ciglia
resto sola a guardare

E vivo la mia vita
sui passi della luna
sono le maree
che alzo attorno a te
radici nella terra
e poi la mia terra è cielo
di quello che tu vedi
io sono e sarò
di più

E a volte la mia anima
è vero si nasconde
perché nel raccontarsi
lei per prima si confonde
ma se non deve dire
se è libera di stare
il tuffo più profondo
tu possa provare

E vivo la mia vita
sui passi della luna
sono le maree
che alzo attorno a te
radici nella terra
e poi la mia terra è cielo
di quello che tu vedi
io sono e sarò
di più

Sono il cerchio che adesso racchiude il mondo
la curva che fa così dolce il tramonto
la nera terra in un palmo di mano
il profumo che sparge un ricordo lontano

E vivo la mia vita
sui passi della luna
sono le maree
che alzo attorno a te
radici nella terra
e poi la mia terra è cielo
di quello che tu vedi
io sono e sarò
di più

Grazie a Boba, Elisa e Tatiana per l’onda che mi ha fatto tornare la creatività, la voglia di scrivere e raccontare.

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4 Commenti

    1. Grazie a te, Tatiana, di cuore.
      Come il testo che ne è uscito e mi stupisce sempre perché non è nel mio solito stile, ma è fatto di un turbinio di immagini che saltano le regole grammaticali e quelle della semplice ragione.
      Grazie ancora

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