Storie di vita

Claudio Bertolin – biografia in blues

Sono Claudio Bertolin… un cognome non certo da bluesman… Un cognome veneto per eccellenza… ma l’anima non ha nazionalità, colore, appartenenza.
Jan Matius sciamano Tolteco disse: siamo uova luminose… cioè Luce. E la Luce non conosce confini.
Ho aderito al Blues per una serie di circostanze più o meno fortunate.
Sono stato per un periodo che va dalla prima adolescenza fino ai 23 anni… un lottatore… che coltivava, così per il piacere di farlo, la passione per la musica… Jazz Blues e bluegrass… fatto sta che attorno al 1972 mi prese la mania per il BLUES e mi comprai un’armonica… la tenevo sempre in tasca… e quando uscivo di palestra, dopo un duro allenamento, dal tragitto che mi portava a casa la suonavo… Ascoltavo ovviamente i grandi nomi del BLUES… Hooker, Hopkins, Terry and McGhee, ecc. Mi buttai nel blues dopo aver vinto i Campionati italiani assoluti…
Molte cose andarono storte in quel periodo. Lo sport ho dovuto lasciarlo per uno strano ma devastante problema che riguarda il sistema immunitario. Credo che la causa sia stata l’aver fatto due vaccinazioni incrociate… bel 1973… La prima fu la classica vaccinazione militare dopo pochi giorni quella per andare negli U.S.A a gareggiare con la nazionale under 20. Subito dopo un matrimonio andato alla deriva ed io con esso.
Era una serata di fine estate 1977… e mi trovavo in piazza dei Signori. Mi tormentavo… ero stanco! troppe vicissitudini negative. Avevo letto sul Blues (la nota rivista – ndr) che a Milano viveva un Bluesman afroamericano Cooper Terry. Nato nel Texas, cresciuto a S.Francisco. Laureato maestro d’arte. Ad un certo punto della sua vita lasciò tutto, famiglia, amici ecc. Partì per un lungo viaggio India, Afghanistan, Francia… e infine attorno all’70 ’71… approdò a Milano.
Tornando al 1977… decisi di andare il giorno dopo a farne conoscenza.
Dissi, ad un paio di vecchi amici dell’epoca: Vado da un Bluesman vero vive a Milano… si eo go visto sonare… el se un vero Bluesman. Non mi dispiacerebbe accompagnarti… mi giro, una ragazza dai capelli Corvini, occhi neri, il suo sorriso era solare… non potevo dirle di no. Avevo deciso di andare solo… Partiamo l’indomani per Milano… Navigli. Il viaggio fu piacevole… più volte mi chiese di suonare l’armonica… Arrivammo a Milano senza renderci conto. Ah…gli anni 70!!! si poteva sognare.
Dopo qualche difficoltà trovai la casa. Mi divertivo a fare discorsi maschilisti. Lei era una femminista convinta… si arrabbiava come una jena. Poi si accorgeva che ridevo sotto i baffi e mi mandava al diavolo.
Alla fine ci trovavamo proprio sotto la finestra del Bluesman. Un suo vicino di casa ci disse che sarebbe tornato a casa ma avremmo dovuto avere pazienza. Era in sala prove con la band. Verso le 9 di sera da una 500 scese un un pezzo d’uomo nero 1 e 90 circa, fisico atletico… dopo di lui una bella ragazza bionda occhi azzurri non molto alta… sembrava una hippy da Woodstock. Io e la mia amica ci guardammo… sicuramente era lui. Mi avvicinai, lui mi notò… lo guardai, il suo sguardo era calmo sorrise, curioso di sapere chi fosse questo strano individuo. Gli dissi il motivo della mia visita. Ho fatto le prove… e sono stanco magari ci vediamo più avanti. Non gli avevo detto che ero di Padova. Vabbè pensai è andata così… tutto l’entusiasmo e l’adrenalina sparì in un attimo. La mia compagna di viaggio mi guardò e disse: beh facciamoci un giro il treno è a mezzanotte.
C’era un parco, girovagando per almeno un’ora forse più sentii alle mie spalle come… un suono di Slide… la guardai… lei mi sorrise. Senti quello che sento io? Girati! Era Cooper Terry .Si accorse di noi mi invitò al suo fianco. Suonai con lui… ad un certo punto mi chiese: cosa altro sai fare ? Lost John… Ma questo brano lo sa fare solo Sonny Terry… La mia amica di viaggio rispose quasi orgogliosa… lui lo sa fare. Fu un gran bel momento. Tornammo felici, stanchi, stavamo vivendo un sogno.
Dopo questo concerto, la relazione artistica con Cooper, ha continuato per un po’. Spesso Cooper veniva a Padova poiché la sera del concerto nacque un’amore tra Cooper e una donna bionda. Se ne stava incantata a guardarlo mentre suonava… ovviamente questo fece nascere la passione tra i due… Bisogna pensare a questa storia ambientata negli 70 a Padova negli ambienti di sinistra. Dove gravitavano personaggi estremamente eccentrici. Figli di quell’epoca. Padova città universitaria. Padova politicamente nota per le sue tendenze politiche… sia di destra che di sinistra.
Una sera verso le 2 del mattino, dopo una serata di Blues, ero con Cooper e la sua donna in una R4 bianca. Stavamo andando a casa di lei che abitava in centro. Lei che amava i gatti ne vide uno disteso per terra. Preoccupata scese dalla macchina per soccorrere quel gatto. Ma il gatto fece Marameo e scappo via… il tutto fu notato da una pattuglia dei carabinieri i quali si insospettirono, vedendo con chi andava in giro questa donna. Ci fecero scendere dalla macchina in piazza del Duomo davanti alla chiesa… mitra spianato ci chiesero i documenti. Nessuno di noi due li aveva. A quel punto la donna disse: Garantisco io per loro… e andò a piedi, lasciando io e Cooper con i carabinieri uno dei quali ci teneva puntata una mitraglietta, andò a prendere un documento che ci scagionare da quella situazione. Cooper era alla mia destra, troneggiava la situazione essendo più alto di me e del milite che continuava tenerci la mitraglietta puntata. Un silenzio sinistro precedette una sonora scorreggia che Cooper mollo senza nessun tipo di ritegno. Fu irresistibile per me non piegarmi in due dal ridere. La cosa irritò non poco il milite che fu scosso, al punto che il cappello, dalla sorpresa, si piegò da un lato.
Arrivò la donna di Cooper con il documento. Cooper si scusò per non aver saputo trattenere la scorreggia. Non riuscivo a smettere di ridere… i giorni successivi a questo fatto partimmo tutti e tre per la Spagna con la R4… che era della donna.

continua

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14 Commenti

  1. Trovo molto bello questo tuo racconto. È spontaneo, vero, immediato e descrive bene lo spirito di quegli anni che in pochi hanno vissuto immersi (o travolti?) nel Blues e nella Musica come te.
    Grazie della tua testimonianza
    Gigi

  2. Molto bello Claudio , poi essendo di quell epoca anche se nel 71 avevo solo 11 anni ma me li ricordo bene . E anch io pochi anni dopo cominciai ad ascoltare blues misto al rock di quei tempi …

  3. Grande Claudio, ho avuto il privilegio di fare qualche serata con te e di ascoltare questi racconti dalla tua viva voce. Bellissimi momenti!

  4. Semplicemente fantastico! … mi fai rivivere tutte le emozioni irripetibili di quei tempi che hanno caratterizzato una generazione di giovani!
    Grazie.

  5. Grazie Claudio.
    Hai la capacità di portarmi a vivere i tuoi racconti. Sono sinceri, senza fronzoli, perfetti: cronache di vita genuine.

    Mi piace molto leggerti.
    Non immagino nemmeno cosa possa essere ascoltarti suonare!!!

  6. Grazie…detto da te,che sei un’anima estremamente sensibile…vale doppio.Scusa il ritardo sulla risposta.

  7. É sempre un piacere fare nuove conoscenze..specialmente se fanno parte della sfera dell’anima ….Spiritualmente ogni cosa diventa più chiara….più vera…un abraccio …buona VITA

  8. E noi che ti abbiamo conosciuto per caso , parlando a bordo piscina , non immaginavamo nemmeno di aver incontrato un musicista tanto famoso e appassionato, ma siamo stati colpiti dalla profonda umanita delle tue riflessioni . Siamo onorati , grazie per il tuo esempio .
    Laura e Gino

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